Thriller Nord: recensione di Patrizia Argenziano

Thriller Nord: recensione di Patrizia Argenziano


Recensione di Patrizia Argenziano

Il vicequestore Milena Costa si trova, suo malgrado, sul luogo di un presunto suicidio, tra l’altro annunciato. A rendere la situazione ancora meno accettabile è l’identità del suicidato, non uno sconosciuto qualunque ma un ex compagno di classe che ha scelto per il suo gesto estremo uno studio notarile di proprietà di un’altra compagna di liceo. L’attentissimo vicequestore sente puzza di bruciato e, contro il parere di tutti, inizia la sua indagine.

Inevitabile un ritorno al passato che riporta prontamente alla luce antipatie sopite, scaramucce, ricordi spezzati e storie dimenticate, solo in apparenza. Inevitabile per Milena Costa affrontare tutti, rendersi amabile di fronte a coloro che ha sempre preferito evitare, dedicare tempo alla tanto odiata vita mondana, scavare nelle vite altrui e abbandonarsi alle vecchie amicizie, quelle vere che riscaldano il cuore e che sono rimaste pure e sincere nonostante il trascorrere del tempo.

Il problema è che questa indagine si rivela più straziante e pericolosa del previsto.

Conosciuta ne “L’estate dei dieci temporali”, Milena Costa con questa indagine si consacra come vicequestore dalle notevoli qualità e grandi doti umane; vicequestore di cui, sono sicura, sentiremo parlare ancora. Milena Costa non è solo il vicequestore o il personaggio principale del libro, Milena Costa è quell’amica che tutti noi vorremmo avere, nonostante la sua asocialità, è una donna vera, semplice, genuina, generosa, piena di buoni principi, cocciuta e dedita al lavoro che svolge con serietà e passione. Milena vive la sua solitudine, figlia di un passato che, forse, non ha mai accettato, con estrema naturalezza perché è bello anche bersi un caffè, magari in tuta o in pigiama, ascoltare Baglioni crogiolandosi nei ricordi, abbandonarsi alla malinconia nelle serate fuori servizio, isolarsi in un mondo apparentemente silenzioso, perché le giornate lavorative sono già sufficientemente rumorose.

L’autrice è stata bravissima, ha creato un personaggio che entra subito nelle corde del lettore e, lo ammetto: lo sento molto mio. È un personaggio che piace perché non perfetto ma molto reale; lei è la classica brava inquilina della porta accanto. È un personaggio che mostra tutto di sé, pregi e difetti, un personaggio che non vorresti veder soffrire da quanto lo senti vicino, un personaggio che vorresti aiutare. Trovo che sia una figura talmente azzeccata da rubare la scena a tutti.

Chiaramente, il romanzo non è solo Milena Costa, è anche Sicilia, è anche denuncia, è anche attualità. Mi devo complimentare ancora con l’autrice perché ha trattato tematiche molto spinose con estrema delicatezza. Attraverso il vicequestore percepiamo l’orrore, la tragedia, la drammaticità di eventi che, purtroppo, infestano la nostra vita e di fronte ai quali non dobbiamo chiudere gli occhi. Non è semplice raccontare attraverso un romanzo di finzione la crudeltà di ciò che non lo è eppure in queste pagine niente è banalizzato, scontato, finto.

La lettura è scorrevole, il ritmo serrato, mentre l’incognito e i brutti presentimenti la fanno da padrone. I personaggi sono molteplici e le loro vite sono intrecciate impeccabilmente da tempi non sospetti, unite da un filo invisibile destinato, prima o poi, a sfilacciarsi pian piano. Ancora una volta, una trama originale che lascia incredulo il lettore e non solo.

Questo è uno dei romanzi che non vorresti finire mai perché l’idea di abbandonare la protagonista riempie il cuore di malinconia.

Un’autrice da tenere d’occhio.

Share Button
error: Content is protected !!